È ora delle pulizie di Primavera… digitali

La settimana di inizio della Primavera è anche quella del World Digital CleanUp day (ufficialmente il 20 Marzo), e per questo parleremo dell’impatto ambientale di ciò che facciamo con la tecnologia e di come fare un po’ di pulizia dai nostri dispositivi e servizi cloud.

Non ci pensiamo mai, ma attualmente la tecnologia digitale è responsabile del 4% delle emissioni mondiali di gas serra, tanto quanto il totale del trasporto aereo civile. E l’inquinamento digitale è raddoppiato in pochi anni tanto che, a questo ritmo, si stima che nel 2025 potrebbe inquinare quanto le automobili. 

Per quanto sembri difficile da credere dobbiamo considerare che tutto ciò che riguarda il mondo digitale consuma energia elettrica e che questa nella maggior parte dei casi viene ancora prodotta usando fonti fossili. Di conseguenza ci sono emissioni di CO2 legate alle mail che mandiamo per lavoro, ai video che guardiamo su YouTube, al nostro uso dei social media, ecc…

Spesso infatti non si pensa che l’enormità di dati che circola ogni giorno non è persa nell’etere per poi venire magicamente materializzata sui nostri dispositivi a comando. Sono infatti salvati fisicamente su server in data center che devono essere alimentati elettricamente e raffreddati perché si scaldano. Per esempio Microsoft nel 2014 ha avviato il progetto Natick relativo alla sperimentazione di data centre decentralizzati e calati sul fondale marino per ovviare, tra le ragioni, al problema del loro riscaldamento (spoiler alert: secondo l’azienda sta dando ottimi risultati sia in termini di risparmio energetico che di riduzione del bisogno di manutenzione degli aparecchi).

Progetto Natick, Recupero del silo/data centre a Stromness, Orkney. Microsoft – Tra Martedì 7 e Mercoledì 15 luglio 2020

Uno degli scopi principali del World Digital CleanUp Day è quello di farci acquisire una maggiore consapevolezza sull’impatto che hanno le nostre attività digitali. Una mail di spam per esempio, emette 0.3 g di CO2eq, una mail di solo testo 4 g di CO2eq mentre una con allegato in media può arrivare anche a 50 g di CO2eq. Ciò che mandiamo attraverso i sistemi di messaggistica ha più o meno le stesse emissioni delle email.

(N.B.: g di CO2eq significa grammi di anidride carbonica equivalenti ed è l’unità di misura usata convenzionalmente per esprimere l’impatto di qualcosa in termini di emissioni atmosferiche/effetto serra. Quando si studiano gli impatti ambientali di un prodotto o servizio tutta l’energia consumata nel suo ciclo di vita e le risorse impiegate vengono trasformati in CO2eq in modo tale da avere un unità di misura univoca e confrontabile con altri prodotti anche completamente diversi. In questo modo si può per esempio confrontare le emissioni legate alla produzione di un Kg di carne di manzo con quelle di un paio di Jeans)

(Diritti riservati: Getty Images/Javier Hirschfeld)

Per cui immaginate quanta anidride carbonica potremmo risparmiare se tutti facessimo pulizia delle vecchie email, dei vecchi messaggi che non guarderemo mai e di tutti i file inutili salvati sui nostri PC e servizi cloud (tipo iCloud, Google Drive, DropBox per fare degli esempi).

In Italia, quest’anno la seconda edizione del World Cleanup Day si svolgerà dal 15 al 20 marzo, con l’ambizione di riunire almeno 3,5 milioni di cittadini. Il Digital Cleanup Day è un evento a scala mondiale, aperto a tutti. Per quanto riguarda l’Italia, Fraunhofer Italia si è fatta promotrice dell’iniziativa francese Cyber Cleanup Day, affiliata all’evento mondiale. 

Collegandosi alla pagina Evento Digital Cleanup Days Italy è possibile trovare le guide su come fare pulizia di e-mail, pc e servizi cloud, smartphone e tablet, social networks. Basteranno pochi minuti per poter ridurre il nostro impatto digitale ed essere parte di questa transizione verso un digitale più sostenibile.  La pagina dell’evento rimanda anche alla procedura per registrare il volume di tutti i dati liberati (prima e dopo la pulizia) in modo tale da permettere a Fraunhofer Italia di quantificare l’impatto positivo in termini di CO2eq.  

Buone pulizie e parafrasando Marie Kondō, l’inventrice del metodo di pulizia KonMari, se suscita gioia si tiene, altrimenti si butta!

Tutti i diritti sono riservati a Lo Stagista Parlante ai sensi della legge 248/2000 della Rep. Italiana

Potrebbero interessarti anche...

Commenta