Buon Giorno della Terra!

E auguri al focus group più lungo e proficuo di sempre.

Come scritto nel titolo, oggi è il Giorno della Terra, ovvero la data che se la gioca con l’Earth Overshoot Day come giorno con più catastrofismo dell’anno.
Questo perché sono i due giorni in cui ci ricordiamo di vivere su un pianeta bellissimo, l’unico che sappiamo avere vita nel nostro sistema solare e che al tempo stesso stiamo impoverendo delle sue risorse.
L’Overshoot day infatti ci ricorda quando abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra ha prodotto in un anno, e ogni volta cade qualche giorno prima rispetto a quello precedente. Con l’eccezione del 2020 in cui, a causa della pandemia da COVID-19 che ha rallentato l’economia globale ed il consumo di risorse, è stato il 22 Agosto, ovvero 24 giorni dopo quello del 2019 (29 Luglio).

Per questo, invece di concentrarmi sulla bellezza naturale o su quanto siamo ospiti maleducati, ho pensato di concentrarmi su una ragione diversa per celebrare Madre Natura: la BIOMIMESI

Il termine “biomimesi” (in lingua originale Biomimicry), è stato coniato dalla biologa americana Janine Benyus nel 1997 e descrive la disciplina che studia la natura come fonte di ispirazione per trovare soluzioni ingegnose a problemi più o meno grandi.

Come fa notare la Dott.ssa Benyus, la vita sulla terra è iniziata circa 3.8 Miliardi di anni fa, il che significa che la Terra ha un reparto Ricerca e Sviluppo che ha inventato, ottimizzato e corretto cose per quasi 4 Miliardi anni. Non male come esperienza acquisita vero?

Secondo la Dott.ssa Benyus, la biomimesi  si articola principalmente in tre modi:

  • Imitando le caratteristiche fisiche degli elementi naturali come la texture o la forma. Per fare un esempio della prima, l’azienda Tedesca STO ha brevettavo la vernice da esterni Lotusan®, una pittura che imita la texture delle foglie di Loto e la loro capacità di autopulirsi con l’acqua piovana che ci scorre sopra. Un validissimo esempio della seconda caratteristica fisica è dato dai treni proiettile giapponesi Shinkansen. Questi prodigi della tecnologia sono abbondantemente ispirati alla natura. Nello specifico a tre specie di uccelli ovvero: la traversa del pantografo che collega il treno alla linea elettrica ė ispirato alle ali dei gufi che tagliano l’aria senza emettere alcun suono, la struttura del pantografo invece è ispirata al corpo dei pinguini imperatore e come riescano a ridurre la resistenza con l’acqua quando nuotano, ed infine il muso del treno che è ispirato alla forma del becco del Martin Pescatore. Questo piccolo volatile, grazie alla forma del suo becco, riesce a bucare la superficie dell acqua senza infrangerla, e replicando questa forma nel treno, si è riusciti a risolvere il problema del bang sonico all’uscita dalle gallerie. Questo, insieme alle altre migliorie, ha permesso di rendere il treno molto più efficiente, veloce e silenzioso.
  • Imitando processi naturali. Ci sono studi in corso su come applicare alle tecnologie di bordo delle automobili i sistemi di comunicazione che le formiche usano per riconoscersi le une con le altre o riconoscere i percorsi migliori per il cibo (es. Algortimo delle Colonie di Formiche), o le locuste per non scontrarsi le une con le altre anche in contesti di altissima densità di esemplari. In questo modo si andrebbe a rendere molto più efficiente la mobilità e a ridurre significativamente le collisioni tra veicoli.
  • Imitando interi ecosistemi. Questo è il tipo di biomimesi più complesso ma anche più importante di tutti perché in natura non esistono sprechi o rifiuti. Nel corso dei millenni madre natura ha imparato a rendere il più efficiente possibile ogni cosa per cui questo tipo di imitazione mira a rendere le realtà produttive e le città il più simili possibile ad ecosistemi naturali, che è ciò che si cerca di fare con le strategie di economia circolare, metabilismo urbano e/o simbiosi industriale

In una foresta per esempio, un tronco caduto diventa cibo per i funghi, che poi vengono mangiati da un topo. Il topo diventa cibo per una volpe e quando questa morirà, tornerà alla terra per diventare parte del nutrimento di un’altra pianta. 

Per contrapposizione, la produzione di un portatile produce più di una tonnellata di rifiuti (maggiori info qui). Bisogna estratte le rocce che servono per i metalli dei componenti elettronici (di cui circa il 96-97% della roccia è un rifiuto), il petrolio per la plastica e sabbia quarzifera per il vetro dello schermo, e lavorare il tutto con alte emissioni di gas serra e uso di prodotti chimici. Quando il PC ha terminato la sua vita utile, o quella pianificata (obsolescenza programmata) nella migliore ipotesi viene rigenerato, che è già una strategia di circolarità di per sé, o nella peggiore ipotesi (legale) diventa RAEE (Rifiuto di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che deve essere smaltito.  

Come avrete visto da questo esempio ci sono processi pensati dall’uomo che hanno una disefficienza enorme. Pertanto:

La biomimesi ci insegna che in natura esistono già le risposte a moltissime delle nostre necessità perché la Terra è già passata per quel problema o magari ne ha risolto uno simile a cui potremmo fare riferimento.

Anche per questo, oggi è un giorno per essere grati al pianeta dove viviamo. È pieno di esempi di come fare le cose nel modo giusto, non pensando al nostro domani da calendario… ma a quello delle generazioni future.

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